Costruire, partecipare, noi, voi, Mammorappo e pure “il vento del cambiamento”. Ma al di là degli slogan, sabato sera in piazza delle Erbe, all’evento organizzato da Viterbo Venti Venti, la protagonista unica è stata Chiara Frontini. One woman show. Un vero e proprio comizio, come quelli di una volta, anche se vi spiegheranno che era qualcosa di diverso perché prima e dopo ci sono stati canti, balli e letture. Attenta a tutto, la Frontini. Alla fine ha dovuto richiamare anche quelli che stavano dietro le quinte per far partire la musica: “Adesso ci doveva essere una canzone”, il capolavoro degli Scorpions, “Wind of change”, usato per l’occasione come inno. Poi la consigliera comunale ha regalato rose rosse ai membri del gruppo civico, fatti salire sul palco solo per i saluti.
La manifestazione era intitolata “Porte aperte” ed è servita a Viterbo Venti Venti per fare il punto sul lavoro svolto finora in Consiglio (più volte nel corso della serata sono riecheggiati i 500 voti che sono mancati per l’impresa) e per illustrare agli elettori i nuovi progetti in vista dell’autunno, anche se dalla presentazione dell’evento ci si aspettava qualcosa di più coinvolgente e interattivo. Un centinaio i partecipanti, nell’ora dello struscio. Trecento persone secondo il post pubblicato qualche ora dopo dalla Frontini. La consigliera ha ricevuto complimenti e messaggi di incoraggiamento.
Tre i progetti presentati al pubblico. Il primo: “Creare una giunta di cittadini che passi al setaccio ogni singolo atto che esce da quel palazzo (il Comune, ndr)”. Il secondo progetto riguarda invece un percorso di formazione civica che aiuti i cittadini a conoscere i meccanismi della democrazia diretta. E infine, la creazione di gruppi di lavoro che affianchino e sostengano il lavoro dei referenti nei quartieri di Viterbo Venti Venti.
Cartellina in mano, Chiara Frontini parla per mezz’ora circa. Usa iperboli, giochi di parole e metafore, più o meno riuscite: “Viterbo ha bisogno di voi (cittadini, ndr), noi abbiamo bisogno di voi”; “Viterbo è la nostra rosa da curare tutti i giorni”; “c’è una politica che fa battere ancora i cuori”; “essere cittadini è diverso dall’essere sudditi”; “vogliamo tornare a vedere il colore del grano splendere in questa città”. Una la promessa: “Non abbiamo nessuna intenzione di fermarci e alle prossime elezioni vinceremo noi”.
Coinvolgere, il motto dei civici. La serata inizia con una esibizione rap – “l’Estathe bevèlo te, je dò de vino e fo casino, je dò de birra senti che sveja” canta Mammorappo, amico e fan della Frontini – e termina sulle note degli Scorpions. In mezzo il saggio di danza organizzato da una palestra locale (“le iscrizioni ai corsi sono ancora aperte, affrettatevi” si raccomanda lo speaker) e la lettura di brani tratti da opere di Calvino e dal “Piccolo principe”. “I follow the Moskva, down to Gorky Park, listening to the wind of change…”. Funzionerà?
Nota a margine: durante la serata di sabato non c’è stato nessun riferimento al caso delle fontane usate come postazione per fare ginnastica nel corso di Street Work Out, l’evento del 24 agosto al quale partecipava anche la Frontini. Tornando nel luogo dell’accaduto, qualcuno credeva che la consigliera avrebbe approfittato dell’occasione per scusarsi di non essere intervenuta a richiamare almeno chi saltava sul monumento. O per dare una diversa ricostruzione dei fatti. Aspettative che sono andate deluse.

