E’ una mezza beffa l’ordinanza per la tutela e la salvaguardia delle fontane storiche e dei monumenti, emanata dal Comune dopo la vicenda Caporossi. Il provvedimento prevede multe salate, ma nulla di tutto ciò è accaduto la sera di Santa Rosa, nonostante gli scempi, documentati da fotografie e filmati, siano avvenuti alla presenza di consiglieri ed assessori. Nessuno ha elevato contravvenzioni, né qualcuno si è preso la briga di farsi sentire ben sapendo che per un pubblico amministratore l’intervenire in queste circostanze è un obbligo.
Vergognosa la situazione in piazza delle Erbe, violata da barbari proprio mentre tutti i rappresentanti del Comune erano intenti a sfilare (prima, durante e dopo il passaggio della Macchina). Già, piazza delle Erbe: lo stesso luogo, dove, mentre veniva dato l’assalto alla fontana, si inneggiava al passaggio di Salvini, urlando contro gli immigrati. Questo accade a Viterbo: gli urlatori e i barbari insieme, gli uni che si spellano le mani per applaudire il ministro dell’interno (non Santa Rosa, badate bene, ma il ministro dell’interno) e gli altri che oltraggiano i monumenti. Sicuramente una coincidenza, non si sarà trattato cioè delle stesse persone, ma perché l’assessora alla polizia urbana non è intervenuta e non ha fatto intervenire i vigili con il daspo, che in questi casi è sicuramente applicabile?
Incredibile. Dopo il clamore sollevato contro Caporossi, e mentre con enfasi si sottolinea l’applicazione del daspo urbano a carico di una domenicana ubriaca in via Garbini, viene ignorato lo scempio andato in scena sotto gli occhi di tutti nella pubblica piazza in delirio per Salvini. Un vecchio adagio dice che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina, e dunque suona quantomeno strano che la piazza a più alta concentrazione di inni pro Salvini sia quella dove c’è stato più degrado e dove è stata violata così platealmente l’ordinanza. Sì, può darsi, solo una coincidenza, ma l’assessora leghista, così ligia a far rispettare le norme e così dura pure sull’elemosina molesta, qui tace e non fa nulla. Non muove paglia. Una brutta vicenda che fa coprire di vergogna anche il sindaco e la sua irrisa ordinanza.

