
Anche la salita verso Porta Romana ha avuto, il tre settembre, la sua zampata leghista, sferrata dall’assessora Claudia Nunzi, che, portamento marziale e andamento da velocista, si è posta al comando dei vigili guidandoli fin sotto la Macchina. Un’innovazione senza precedenti e fuori dalle regole.
Finora era stato sempre il sindaco a guidare il gruppo delle personalità istituzionali, dove trovavano posto anche gli assessori, compreso quello con delega alla polizia locale. Al contrario, la municipale, responsabile della sicurezza del Trasporto, era sempre stata capeggiata dal proprio comandante. Nella storia di Viterbo, da decenni, era sempre stato così, anche perché il capo dei vigili per legge è comunque il sindaco, che non può delegare a nessuno il potere che gli compete in materia, come dimostra il fatto che all’assessore di riferimento sempre la legge riconosce solo compiti di indirizzo. E invece l’intrepida Nunzi ha mollato la giunta e si è appropriata di un posto in prima fila, al centro della scena, come se il sindaco fosse lei. Ma d’altra parte, se Salvini traina la Macchina, una salviniana potrà o no trainare i vigili urbani?
Si sa: spesso chi non ha una divisa sogna di averla e se non la può indossare lasciategli almeno provare l’effimero gusto del comando e il piacere di sfilare in parata con passo militare quasi a dire… attenti, guardate, tremate, i vigili sono roba mia, comando e li guido io. Il terrore lunedì sera infatti si è subito sparso in tutta Viterbo, si sono rincorse voci e da Porta Romana si è propagato il passaparola: attenti, passa la sceriffa, quella che dà il daspo ai disgraziati, che punisce i mendicanti ed i poveri molesti, che fa togliere i panni stesi e che a chi non le dà le promette.
Chissà: forse qualche disgraziato avrà tremato davvero, ma i barbari delle fontane e dei monumenti, i ginnasti amici che sulle fontane ci saltano, i sostatori in divieto di sosta e tanti altri potenti o presunti tali hanno continuato a fare come gli pare. Insomma, la sceriffa è più forte con i deboli che con i potenti, espressione in piccolo di quel populismo leghista che, facendo ammuina, finge di punire i poteri forti, ma poi, come sempre, manda per aria solo gli stracci dei poveracci. Sindaco Arena, evitiamo che il tre settembre sostituisca per la Lega il rito delle ampolle del Po, ci eviti questa vergogna.

