“Quando Minniti dice che la sconfitta del 4 marzo è stata persino più dura di quella del 1948, non stabilisce un nesso di continuità tra Pci e Pd? Domanda agli ex popolari: nessuna obiezione? E come si rifonda il Pd, tornando a Togliatti?”.
La provocazione, dopo quello che da parte dell’ex ministro dell’interno è sembrato un vero e proprio endorsement a favore di Zingaretti, arriva da Lucio D’Ubaldo, che mette in guardia i moderati dalle strane manovre in atto in casa ex Ds.
“Quando si parlava di una sconfitta si parlava del 1948 – aveva spiegato Minniti nei giorni scorsi durante un’intervista a Pesaro in occasione della festa tematica del Pd dedicata agli enti locali -. La nostra sconfitta del 4 marzo è senza precedenti e peggiore del ’48 e quando si subisce una sconfitta così la prima cosa da fare è approfondire, discutere, quello che non si può fare è rimanere fermi”. “Il congresso – aveva aggiunto – significa aprire una discussione la più ampia possibile nel Paese e il Pd dev’essere passione organizzata, dobbiamo presentarci non dicendo che abbiamo un progetto per il potere, perché di questo alla gente comune non frega nulla, ma dobbiamo invece dimostrare di avere passione politica, dobbiamo rendere il nostro partito un canale di comunicazione con la società italiana, mentre spesso siamo un diaframma con la società italiana”.

