Sui vaccini è caos anche a Viterbo. In attesa di capire quali saranno le regole definitive per il prossimo anno scolastico (secondo i calcoli il rinvio di 12 mesi dell’obbligo vaccinale dovrebbe entrare in vigore a lezioni ormai iniziate, troppo tardi per la prima campanella), ci sono alcune scuole in città e in provincia che non conoscono ancora il numero degli studenti in regola nell’anno scolastico 2017/2018 e che per il prossimo ormai alle porte si dovranno affidare solo alle autocertificazioni. E’ quanto si apprende da alcuni istituti della città che dopo aver fornito l’elenco degli iscritti alla Asl all’inizio dell’anno scorso per le verifiche del caso, non hanno ancora ricevuto la risposta.
A lanciare l’allarme era stato nei giorni scorsi il presidente dell’Associazione nazionali presidi di Roma e del Lazio Mario Rusconi: “L’anagrafe vaccinale della Regione Lazio, partita da diversi mesi, di fatto, ancora non funziona – ha spiegato Rusconi – e si scaricano sui dirigenti responsabilità non previste. E’ stato sottoscritto, diversi mesi fa, un protocollo d’intesa tra Ufficio scolastico e regionale e Regione Lazio per cui le scuole avrebbero inviato l’elenco degli iscrittti e la Regione si impegnava, da parte sua, a rinviare entro marzo, agli istituti gli elenchi dei bambini vaccinati e non. Ecco, nella maggioranza dei casi questo punto non è stato ottemperato da parte della Asl”. Un problema che si ripresenta ora: “A fine luglio i presidi hanno già formato le classi e le sezioni secondo i criteri stabiliti dal Consiglio di Istituto, ma senza i contenuti dell’emendamento al decreto milleproroghe: i politici dimostrano di non conoscere i tempi e il calendario della scuola. La Legge Lorenzin prevede che le classi vengano formate dopo il riscontro della Asl, ma nel Lazio i dirigenti scolastici hanno dovuto procedere senza questo parere”.
A Viterbo, da uno dei più grandi istituti comprensivi, confermano quanto detto da Rusconi: “E’ vero abbiamo fornito le liste alla Asl, ma non abbiamo saputo più nulla. Ci avevano detto che ci avrebbero tenuti informati loro. Non avendo più ricevuto niente, abbiamo pensato che tutti i bambini fossero in regola. Al momento c’è grande confusione. Le iscrizioni si sono concluse a marzo, qualche genitore è venuto direttamente con l’autocertificazione, altri hanno messo in regola i figli entro luglio come previsto dalla legge”.
Una situazione a macchia di leopardo, perché invece in un altro istituto della città affermano che invece la procedura con la Asl è stata velocissima. “Abbiamo dato i nostri elenchi e molto prima della fine dell’anno scolastico ci è arrivata ala risposta dell’azienda sanitaria”.

