
Il taglio delle accise della benzina, promesso da Matteo Salvini in campagna elettorale e ribadito da Lega e Movimento 5 Stelle all’indomani dall’insediamento del nuovo governo, non ci sarà.
La notizia merita di essere approfondita alla luce delle fake news sull’argomento che in questi giorni stanno girando sul web anche in provincia di Viterbo, dove, a giudicare dalla violenza con cui ognuno prende posizione, nessuno sembra avere le idee troppo chiare. In particolare, sta facendo discutere una foto con una scritta (entrambe false) in cui si vede il segretario del Carroccio annunciare il provvedimento entrare in vigore dal primo agosto.
Dunque, per riportare il dibattito nell’alveo dei fatti, sgomberando il terreno dalla guerriglia dei “leoni” della tastiera, vale la pena rendere noto a tutti che il 18 luglio, in commissione bilancio, durante la discussione del decreto legge sulla fatturazione elettronica (che prevede anche un aumento dell’Iva), il sottosegretario all’economia e finanze, Alessio Villarosa del M5S – incalzato dal senatore dem Mauro Marino, che per inchiodare la maggioranza aveva proposto proprio un emendamento per tagliare subito le accise – ha detto che al momento il governo non è in grado di quantificare l’importo della misura. Il che, in parole povere, significa che non c’è alcun taglio all’orizzonte.
Anzi, chi sperava di partire per le vacanze spendendo un po’ meno per il pieno in questi giorni dovrà ricredersi dal momento che, dopo un mese di relativa tranquillità, sono previsti rincari da parte di tutte le compagnie. Ha iniziato Tamoil, applicando sulla benzina un centesimo in più, e presto si adegueranno tutte le altre. Al momento, secondo le rilevazioni sui prezzi del carburante al 30 luglio comunicati dai gestori all’Osservatorio sui prezzi, la benzina self service è a 1.631 euro/litro, il diesel a 1.503 euro/litro, la benzina servito a 1.746 euro/litro, diesel a 1.622 euro/litro, gpl a 0.650 euro/litro, metano a 0.963 euro/kg. Al riguardo, nota il Codacons che “oggi un litro di gasolio costa il 12.4% in più rispetto allo stesso periodo del 2017, mentre per la benzina si spende mediamente il 9% in più. Questo significa che per un pieno ad una autovettura di media cilindrata ogni automobilista deve mettere in conto una maggiore spesa di 8.3 euro per il gasolio e di 6.75 euro per la verde, con un impatto evidente per chi durante le vacanze si sposterà in automobile”.
In campagna elettorale il taglio delle accise era stato un cavallo di battaglia di Matteo Salvini, che aveva definito la riduzione del costo della benzina un “impegno concreto, realizzabile, fattibile”. “Lo sapete quante tasse si porta via lo Stato italiano per ogni litro di benzina?”, chiedeva il leader della Lega rivolto ai suoi elettori. “Più della metà – era la sua risposta -. Cosa faccio se vinco le elezioni? Faccio giustizia e taglio: una accisa si paga per la guerra in Etiopia, una per la crisi di Suez, un’altra per il disastro del Vajont, una per l’alluvione di Firenze, altre per i terremoti del 1968, del Friuli e dell’Irpinia”.
Ma, come spesso accade, terminata la campagna elettorale, le promesse diventano un lontano ricordo.

