Una maxi sanzione dell’importo di quasi un milione di euro per presunte mancanze tra i dati di alcune cartelle cliniche, là dove – viene contestato – le ore giornaliere della riabilitazione post-operatoria non sarebbero state puntualmente indicate e riportate nei relativi registri sanitari.
E’ battaglia a suon di carte bollate tra Regione Lazio e Asl di Viterbo da una parte, e Villa Immacolata dall’altra. All’origine del caso, i risultati di controlli esterni eseguiti tra il 2010 e il 2011 presso la casa di cura privata di San Martino accreditata con la Regione. Controlli a seguito dei quali l’anno scorso è partita la sanzione da parte della Asl, contro la quale Villa Immacolata ha presentato ricorso al Tar del Lazio. Nei giorni scorsi la sentenza, che per il momento ha dato ragione alla Asl.
Il ricorso di Villa Immacolata riguarda la nota della direzione generale della Asl emessa a giugno del 2017, con la quale è stato disposto il recupero dell’importo di 980mila euro. La struttura privata ha portato la questione davanti al Tar, ritenendo che non ci siano affatto irregolarità nelle cartelle e contestando alla Asl alcuni punti. Tra questi, il fatto che la sanzione sia arrivata a distanza di così tanto tempo dall’epoca in cui sarebbe stata compiuta la presunta infrazione, e il metodo col quale si è arrivati a calcolare l’importo della sanzione, ritenuto sbagliato. Per ora il Tar ha dato ragione alla’azienda sanitaria, respingendo il ricorso di Villa Immacolata. Non è da escludere che il prossimo passo sia un ricorso al Consiglio di Stato.

