Consuntivo, rendiconto e assestamento di bilancio. E’ arrivato il sì del Consiglio comunale, chiamato entro la mezzanotte del 31 luglio a mettersi in regola con le disposizioni di legge. Hanno votato a favore la maggioranza, il Pd e il gruppo Serra (tranne Lina Delle Monache che si è astenuta). Per il centrodestra si è trattato di un voto per certi versi obbligato, dato che, se non lo avesse fatto, non avrebbe potuto gestire in prima persona neanche l’ordinaria amministrazione. In ogni caso, come ha spiegato l’ex assessore Luisa Ciambella, quello approvato – date le ristrettezze in cui versano le casse comunali – era l’unico bilancio possibile. E nessuno in effetti, a parte alcune precisazioni più di principio che di sostanza, ha avuto alcunché da eccepire anche perché a dare ragione alla Ciambella era intervenuto in commissione, tre giorni fa, il ragioniere capo Stefano Quintarelli: “I soldi – aveva detto – non ci sono perché il Comune di Viterbo, tra il periodo dell’amministrazione Marini e il periodo dell’amministrazione Michelini, ha introitato 11 milioni di euro in meno a causa dei minori trasferimenti da parte dello Stato. Ovvio che in questa situazione non si può spendere come si dovrebbe per i servizi, ad esempio il verde, per il quale, a fronte del mezzo milione di cui disponiamo, servirebbe almeno il doppio”.
Oltre agli aspetti tecnici, gli assestamenti portano comunque due buone notizie ai viterbesi: la prima è rappresentata dai 500 milioni di euro per il campo del Pilastro destinato agli allenamenti della Viterbese, esattamente come l’amministrazione Michelini, a cui si deve il progetto, si era impegnata a fare. La seconda è costituita invece dai 600 milioni messi, tramite richiesta di mutuo, per il rinnovo del parco mezzi della Francigena. Anche su questo punto la nuova amministrazione si è detta d’accordo e alla fine è stata accolta la proposta a suo tempo elaborata proprio dall’ex vicesindaco.
A proposito di Francigena, va inoltre detto che l’amministrazione Arena, sempre in linea con i predecessori, confermerà come amministratore unico l’ingegner Cesare Curcio, a cui tutti riconoscono di aver svolto un buon lavoro. Sembra che alcuni ambienti della maggioranza – Fondazione e Fratelli d’Italia – avrebbero voluto indirizzarsi verso un altro nominativo, ma alla fine ha prevalso la linea della continuità appoggiata da Forza Italia e Lega, evidentemente consapevoli che meglio di come è stato fatto non si poteva fare.