Prendere per mano i produttori di nocciole e di castagne e aiutarli ad attraversare la linea del fuoco. Che non vuol dire passare per forza al biologico, ma sviluppare, ad esempio, piena conoscenza dei sussidi e dei modi corretti in cui devono essere impiegati. In questo caso, per non finire in balia dell’industria chimica.
Sul tema dei fitofarmaci alcuni sindaci del comprensorio dei Cimini, in particolare quello di Vallerano, sarebbero intenzionati a nominare come consulenti delle amministrazioni locali figure universitarie di alto livello. Esperti in coltivazioni tipiche del luogo, che per conto di singoli Comuni o di essi in forma associata, facciano da ponte tra il mondo della scienza e quello dei campi.
Il compito dei consulenti sarebbe quello di sviluppare piani di medio-lungo periodo che accompagnino le aziende in un percorso di crescita compatibile con l’ambiente e che non provochi danni alla salute della popolazione, le persone residenti o domiciliate all’interno e in prossimità delle aree in cui vengono effettuati i trattamenti con prodotti fitosanitari.
Entomologia, biologia, agronomia: si dovrebbe trattare di esperti riconosciuti e apprezzati, che provengono da diverse università italiane.
Il segno, questo, di una sensibilità sempre più diffusa sulle tematiche ambientali. Qualcosa che ricorda il progetto intitolato “Agricoltura consapevole” che fu lanciato dall’ex sindaco di Corchiano Bengasi Battisti, che proprio nei giorni scorsi su Facebook si domandava amareggiato perché sia stato abbandonato. Staremo a vedere.