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Home » Politica » Parla Caporossi: non credo ai miei occhi

Parla Caporossi: non credo ai miei occhi

27 Luglio 2018

Dopo il caos andato in scena per l’elezione del presidente della quarta commissione, interviene Stefano Caporossi.

Il ragionamento è a dir poco lapalissiano e non capisco il motivo di tutte queste polemiche fuori e dentro il consiglio comunale. Analizzando i fatti si evince che l’assessorato di riferimento della terza commissione, ovvero l’Urbanistica, è spettato a Fratelli d’Italia mentre quello della quarta (“sociali”, turismo, spettacolo e cultura) è andato in parte a Forza Italia e in parte ancora a “Fratelli”. La logica, e non solo (art. 13 del regolamento), vuole che le presidenze di queste due commissioni vadano ad esponenti che non siano ne forzisti né “meloniani”. In ragione di ciò, ieri, la capogruppo Ludovica Salcini, non ha fatto altro che proporre la candidatura della Lega in IVª già, ad onore del vero, ampiamente caldeggiata e prevedibile. Qualche “vecchia” volpe, che si è finta scocciata e un po’ adirata, sa benissimo che questo modus operandi ha rispecchiato non solo l’etica ma anche la legalità dell’azione del nostro gruppo consiliare. Si è parlato anche di accordo preventivo nel non fare nomi. Falso! Così come è falso tutto il teatrino creato attorno alla vicenda e al sottoscritto.

La realtà è che sono finito in mezzo ad una diatriba partitica tra pezzi della maggioranza e, paradossalmente, tra gruppi anche della minoranza, già in disaccordo ancor prima che io “nascessi”. Il tutto, ovviamente, non solo non mi appartiene ma non fa parte del modo di concepire il bene comune. Ieri e oggi sono letteralmente caduto dalle “nubi” ma – simultaneamente – compreso anche sulla mia pelle quanto sia difficile confrontarsi con tutti gli schieramenti che occupano i banchi consiliari.

Dopo l’esperienza positiva in “epoca” circoscrizione è la prima volta che intraprendo un’avventura politica dedicata alla mia città. In poche settimane ho già capito che le lotte intestine sono state la rovina di una comunità che ha bisogno di risposte, di fatti, di azioni concrete sul territorio e non di chiacchiere buone solo a riempire le pagine di giornali. Il gruppo politico di cui mi onoro di far parte, composto principalmente da “giovani” (e non parlo esclusivamente di anagrafe) rappresenta quel vento di cambiamento che non sta solo coinvolgendo la nostra terra ma l’intera nazione. E su quello noi dobbiamo puntare.

A differenza di altri, nella mia vita, non ho mai avuto padrini politici e mai li avrò. Quel che mi ha spinto fino a Palazzo dei Priori è l’amore per questa città a differenza dei vecchi “poltronari” che hanno tanto parlato e poco operato per la comunità di Viterbo. Tutti, bene o male, nel corso degli anni, sono venuti a trovarmi nel mio agriturismo, o per amicizia, o per un piacevole dialogo, o puramente per usufruire dei servizi di ristorazione o eventi. Non ho timore ad enunciare che ho un buon rapporto con tutte le parti politiche; da Fioroni a Panunzi, da Marini ad Allegrini, da Sberna a Ciambella.

Questo per dire che sono nelle condizioni di potermi sentire in pace con la mia coscienza poiché ognuno di loro può testimoniare la mia buona fede in tutto ciò che ho fatto e in tutto ciò che farò nel prossimo futuro.

A Gianmaria Santucci, riguardo alle ipotetiche minacce, rispondo semplicemente con un “governiamo in sintonia” evitando lacerazioni interne prima del dovuto. Non dimentichiamo ciò che abbiamo promesso agli elettori. A Luisa Ciambella e Martina Minchella intendo confermare (senza ipocrisie) la mia stima reciproca, perché se è vero che si sono sentite libere di esprimere il proprio voto nei miei confronti è anche vero (presumo) che hanno percepito lo stile diretto con cui ho intenzione di affrontare questa sfida in commissione. All’amico Serra e all’“amata” Lina Delle Monache non posso far altro che consigliare di credere negli uomini e non nelle solite ideologie che hanno spaccato e stanno spaccando questo paese. Dove è scritto che se uno è capace, leale e obiettivo non può essere valutato positivamente anche se proveniente da tutt’altra parte politica? Siamo o non siamo donne e uomini liberi? Oppure ci troviamo ancora imprigionati dai soliti cliché che alla fine dei giochi non guardano mai al futuro dei concittadini?

Agli amici di Fratelli d’Italia ribadisco la volontà di cooperare con la massima trasparenza e di non farci dividere proprio nel momento in cui dobbiamo farci trovare pronti e coesi. E a coloro (gli astenuti) che, post seduta, si sono avvicinati dicendomi “scusa, non è una questione personale”, rispondo che è ora di dare un senso alle cose belle della politica, evitando di nascondersi dietro ad un dito ed eliminare una volta per tutte i pregiudizi che hanno “intossicato” gran parte della classe dirigente di questo splendido territorio.

Io direi a questo punto di fare meno “ciance” e più fatti. Noi della Lega, come anche sostenuto dal nostro leader Umberto Fusco, vogliamo andare avanti per l’unica strada maestra che è quella di adempiere ai solenni impegni accordati con i concittadini in campagna elettorale. Il resto non sono altro che parole al vento e fumo negli occhi “utile” solamente ad incrinare rapporti di amicizia, alleanze consolidate, rispetto reciproco e fomentare “giochini” di palazzo che hanno stancato il nostro popolo. E’ ORA DI CAMBIARE AMICI MIE!!!!

Stefano Caporossi

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