Parla anche dell’Alto Viterbese il libro “Benedetta Maremma. Storia dei santi della bassa Toscana” di Marco Faraò, edito da Sarnus
Attraverso documenti antichi e studi moderni l’autore analizza la vita, la conversione e i miracoli di venticinque santi che dal I al XVIII secolo sono nati, vissuti, morti o sepolti in terra di Maremma, in un territorio situato lungo la fascia costiera – compresa tra la provincia di Livorno a nord e la provincia di Viterbo a sud – e che include anche l’arcipelago toscano. Alcuni di questi santi sono conosciuti e venerati solo a livello locale mentre altri sono famosi e celebrati in molte parti d’Italia, come nel caso di san Bernardino da Siena, san Biagio e san Rocco; san Galgano, pur non rientrando propriamente nella zona maremmana, è legato da varie vicissitudini ai territori presi in esame in questo saggio. Nell’introduzione è raccontata la storia della Maremma dagli Etruschi ai giorni nostri. In appendice si trova la storia dell’abbazia di San Rabano presso Alberese (Grosseto) e la figura di san Francesco, personaggio importante per la diffusione della fede e della carità cristiana in tutta la Toscana. La bibliografia contiene circa 200 opere consultate in tre anni di ricerche, mentre le immagini sono state scattate in numerose località maremmane a testimoniare la presenza del passaggio dei santi menzionati in quest’opera (in ordine alfabetico: Bernardino da Siena, Bernardo Janni, Biagio, Cerbone, Cristino, Felicissima, Feriolo, Fiorenzo, Flora e Lucilla, Francesco d’Assisi, Galgano, Giorgio, Gregorio VII, Guglielmo di Malavalle, Guido, Lituardo, Lorica, Lucia Filippini, Mamiliano, Paolo della Croce, Potente, Rabano, Regolo, Rocco, Walfredo).
Marco Faraò nasce a Roma nel 1976. Adolescente si appassiona alla scrittura. Esordisce con l’opera “21 dicembre 2012, alla ricerca della verità” . L’esperienza lavorativa come direttore dell’ex Seminario vescovile di Massa Marittima (Grosseto), lo porta ad interessarsi alla storia dei santi locali.
Il saggio è frutto di lunghe ricerche sul campo, composte da indagini bibliografiche (sia su testi antichi che moderni) e documentazioni fotografiche dell’autore stesso che hanno permesso di fornire nuove ipotesi e risolvere alcune contraddizioni storiche.
“L’obiettivo dello scritto – spiega l’autore – è di colmare una lacuna nel campo culturale locale e religioso in un territorio che ha visto il passaggio di importanti personaggi come ad esempio San Bernardino da Siena e che meriterebbero la giusta valorizzazione, al fine di approfondire le vicende religiose e storiche di una parte così affascinante del nostro Paese”.