La bufera che si è abbattuta sulla sanità della Basilicata, dove sono scattati decine di arresti (compreso quello a carico del presidente della Regione, Pittella) per favoritismi nei concorsi e nelle assunzioni, devono essere motivo di “riflessione” anche in provincia di Viterbo. C’è bisogno di trasparenza pure a queste latitudini, dato che ci sono posti che vengono ricoperti tramite incarichi, senza cioè regolari bandi di concorso, e dato che il peso della politica negli ultimi tempi si è fatto sempre più insopportabile.
La gente non a caso segnala molte situazioni quantomeno anomale, che necessiterebbero quindi di essere approfondite. “Qualche mese fa – scrive un’infermiera – è uscita la domanda per il famoso passaggio di fascia previsto per gli infermieri. Come molti dei miei colleghi, ho presentato domanda. I requisiti presi in considerazione per valutare il punteggio ed entrare in graduatoria erano: il titoli di studio e gli anni di servizio. Tra gli infermieri che hanno presentato domanda e si sono piazzati tra i posti vincenti ci sono anche alcuni ai quali (d’accordo i sindacati) sono stati calcolati gli anni di servizio di quando ancora non erano infermieri, ma ricoprivano il posto di ausiliario, passando così avanti ad altri colleghi meritevoli. Ho chiesto spiegazioni a più di un sindacato, ma niente da fare: hanno sempre ragione loro… hanno deciso così: è stata questa la risposta che mi hanno dato”.
Sulla salute dei cittadini non si scherza. E’ arrivato il momento che anche a Viterbo venga messo un freno a certe “usanze”.

