• Facebook
  • Twitter
  • Google+
  • YouTube
Il Viterbese
  • Politica
  • Cultura
  • Società
  • Cronaca
  • Territorio
  • Tempo Libero
  • Politica
  • Cultura
  • Società
  • Cronaca
  • Territorio
  • Tempo Libero
Il Viterbese
  • Politica
  • Cultura
  • Società
  • Cronaca
  • Territorio
  • Tempo Libero
  • Politica
  • Cultura
  • Società
  • Cronaca
  • Territorio
  • Tempo Libero
Home » Opinioni » DI MAIO E SALVINI AL GOVERNO. E L’OPPOSIZIONE? SERVE UN NUOVO APPELLO AI LIBERI E FORTI

DI MAIO E SALVINI AL GOVERNO. E L’OPPOSIZIONE? SERVE UN NUOVO APPELLO AI LIBERI E FORTI

24 Maggio 2018

di Cristian Coriolano

Nella storia d’Italia, anche prima dell’Unità, i cambiamenti più significativi e convincenti si sono realizzati passando per una nuova aggregazione al centro dello schieramento politico. Il connubio di Cavour, il trasformismo di Depretis, il riformismo di Giolitti, il centrismo di De Gasperi hanno rappresentato, nelle varie fasi e in modi diversi, l’allargamento della base democratica del governo e dello Stato. Anche Moro, nella sua costruzione del primo centro-sinistra, si propose di seguire e aggiornare il “canone fondamentale” della vita politica italiana. Solo Mussolini agì sulla base di un altro parametro e giocò la carta dell’associazione al governo di forze radicali (di destra e di sinistra), arrivando in breve tempo alla instaurazione della dittatura.

Oggi, dopo lo strappo antisistema di Berlusconi del 1994, da cui è sorta con tutte le sue ambiguità e contraddizioni la cosiddetta Seconda Repubblica, siamo di fronte a un salto di qualità, pur nella continuazione della logica antisistema, che induce a parlare di Terza Repubblica. Due forze antagoniste, impegnate su fronti opposti in campagna elettorale, si apprestano a sostenere (anche con entusiasmo) l’esecutivo affidato al prof. Conte, autopromosso sul campo “avvocato difensore del popolo italiano” (sic!). In qualche modo, la convergenza degli opposti ricorda – mutatis mutandis – la spregiudicata operazione di Mussolini agli esordi del suo regime ventennale. Fortunatamente le istituzioni e la democrazia sono oggi molto più forti. Come minimo, Mattarella non è Vittorio Emanuele III.

Ora, come non riconoscere che l’intesa grillo-leghista non abbia caratteristiche di strano e contorto equilibrismo, a sfondo eversivo? È un compromesso che si nutre di un linguaggio doppio, a seconda delle convenienze, con finalità poco chiare: il contratto di governo, infatti, si presta per così dire a interpretazioni evolutive. Si coglie più che mai la volontà di rompere gli argini, sui conti pubblici e sugli accordi europei, per dare comunque forma al “governo del cambiamento”. Non a caso, sull’onda della diffidenza suscitata in Europa e nel mondo, il demone della speculazione finanziaria ha rialzato la testa. L’impennata dello spread costituisce un grave indice di allarme: dunque, la retorica dell’anti-austerità può rivelarsi, nel giro di poco tempo, illusoria e pericolosa.

Ciò nondimeno, nel Palazzo e dintorni si respira un’aria di soddisfazione per la fine dell’incertezza politico-istituzionale, con l’incubo di elezioni anticipate. Anche l’opposizione, tra mugugni e smorfie, appare più rilassata. Perché non dare credito a questo esperimento? In molti si dispongono a incrociare il vento della novità. Si sa che buon senso e opportunismo spesso vanno a braccetto. Eppure, all’atto pratico, anche il sentimento di giocosa attesa e considerazione durerà poco. Per questo servirà capire quanto prima come organizzare l’opposizione, attorno a chi e insieme a chi, per andare dove… Non sarà un lavoro semplice, perché la bestia del populismo non si lascia addomesticare facilmente. Al più accetta che un ex ministro montiano, come il mutante Moavero, ignaro di scrupoli di coerenza stenda sulla sua groppa la mantellina filo-europea.

Bisogna fare opposizione, ma non con questa impoverita e disgregata opposizione. En passant, il card. Bassetti ha ricordato che a gennaio prossimo celebreremo i cento anni dell’appello di Sturzo ai “Liberi e forti”. In effetti, anche il Partito popolare nasce da una storia di opposizione e si configura nei termini di una alternativa alle forze tradizionali di potere. È una matrice identitaria che torna utile nel definire una prospettiva di possibile ripresa del cattolicesimo politico. Bisogna avere fiducia, guardando avanti ma non con i paraocchi dei nuovisti e dei rottamatori. Il futuro, immancabilmente, vedrà delinearsi la frontiera dello scontro tra il popolarismo (nella sua rete rete di alleanze) e il populismo.

Condividi:

  • Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)

Mi piace:

Mi piace Caricamento...
« Previous Post
Next Post »
Articoli recenti
  • L’Europa di De Gasperi, il futuro dell’Europa (video)
  • Fioroni sul 25 aprile: “De Gasperi istituì una festa di unità”
  • L’interesse di partito non può prevaricare la libertà di coscienza
  • L’intervento di Giuseppe Fioroni al convegno “L’appello di Sturzo, tra progressisti e conservatori”.
  • Fioroni: “Costruire la fratellanza per sperare in un futuro migliore”
  • Il 18 dicembre incontro del Centro Studi Aldo Moro: “Osare la Pace, vivere la Fratellanza”
  • Morte di Nando Gigli, Fioroni: “Un amico che sapeva investire nei giovani”
  • Calenda e Renzi, l’imperativo dell’unità in vista delle elezioni europee
  • Fioroni fa il pontiere al centro e lancia la formazione Tempi Nuovi
  • Autonomie, unità, transizione. Le conclusioni di Fioroni all’incontro di Tempi nuovi (video-2)
  • Autonomie, unità, transizione. L’intervento di Fioroni all’incontro di Tempi Nuovi (video-1)
  • Napolitano, uomo delle istituzioni e autorevole interprete del rinnovamento della sinistra
  • Camaldoli porta allo scoperto l’esigenza di una nuova politica d’ispirazione cristiana
  • La sinistra sceglie Cappato, anche per questo i popolari devono tornare uniti
  • A Roma il convegno di Tempi Nuovi: Autonomia, Unità, Transizione
  • Fioroni al dibattito “Palla al Centro” promosso da Italia Viva
  • Morte Moscatelli, Fioroni: “È stato maestro di vita”
  • Francesco Verderami a colloquio con Giuseppe Fioroni, “Tempi nuovi per l’Europa, nel segno di De Gasperi”
  • Il ritorno in campo dei Popolari: “Noi, catalizzatori di questo ceto medio disarticolato”
  • Fioroni punta alle Europee con il nuovo centro. I “Popolari uniti” corteggiano FI, Calenda, Renzi e Moratti
Menù
  • Politica
  • Cultura
  • Società
  • Cronaca
  • Territorio
  • Tempo Libero
Meteo

booked.net

Contatti

www.ilviterbese.it

Redazione | Contatti

info@ilviterbese.it

redazione.ilviterbese@gmail.com

GALLERY
L’Europa di De Gasperi, il futuro dell’Europa (video)
Fioroni sul 25 aprile: “De Gasperi istituì una festa di unità”
L’interesse di partito non può prevaricare la libertà di coscienza
Editore: Centro Studi Aldo Moro C. F. 90122270565
Registrazione Tribunale di Viterbo n. 1 del 5 Giugno 2018 | Copyright © 2018 - Il Viterbese.it - All rights reserved
Scroll to top
Skip to content
%d
    Open toolbar Accessibilità

    Accessibilità

    • Aumenta TestoAumenta Testo
    • Diminuisci TestoDiminuisci Testo
    • Scala di GrigioScala di Grigio
    • Più ContrastoPiù Contrasto
    • NegativoNegativo
    • Sfondo BiancoSfondo Bianco
    • Evidenzia LinkEvidenzia Link
    • Testo LegibileTesto Legibile
    • Reset Reset
    Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.