Un po’ leghista e un po’ grillina, un po’ fascista e un po’ sfascista, Chiara Frontini cerca di cavalcare l’onda populista per portare all’incasso, il 10 giugno, i voti in libera uscita dai partiti tradizionali. Vedremo se ci riuscirà. Nel frattempo, non ci si può non soffermare sul programma in 15 punti che sta promuovendo tra i cittadini e che i competitor di Viva Viterbo, per bocca di una candidata, hanno definito “lista della spesa priva di qualsiasi valore” poiché molti costi non sarebbero stati presi in considerazione.
In pratica, quello della Frontini assomiglia più a un libro dei sogni che a un progetto fattibile e sostenibile. Tra le voci di finanziamento contemplate ci sono i fondi europei: tutto bellissimo, ovviamente, peccato che essi si ottengano tramite gare lunghissime che hanno un tasso di riuscita del 10%, a meno che non si voglia credere che lo staff dell’ipotetico sindaco Frontini sia così scaltro e inserito a Bruxelles da surclassare ogni volta tutte le altre amministrazioni italiane che presenteranno domanda. In altri termini, può starci, se si è molto bravi, che un bando venga vinto da Viterbo, ma a fronte di esso altri 9 verranno persi. E’ matematica. Il lato più debole del suo ragionamento è però rappresentato dal fatto che non dice dove prenderebbe nel bilancio comunale i soldi che servono per cofinanziare ogni singolo progetto, posto che il cofinanziamento è quasi sempre la conditio sine qua non per presentare domanda di partecipazione ai bandi europei.
La cosa più curiosa – fonte Viva Viterbo – è la scelta del programma H2020 con cui la candidata a sindaco di Viterbo 2020 vorrebbe coprire i costi del progetto “Viterbo verde”. Programma che infatti – incredibile, ma vero – non può occuparsi di opere pubbliche essendo stato pensato per finanziare la ricerca.
Ma non finisce qui. Da un candidato che si erge ad esperto di finanza pubblica ci si aspetterebbero almeno due parole sui 22 milioni di euro di debiti con le banche che gravano sul bilancio del Comune a causa di vari mutui contratti negli ultimi 15-20 anni. Debiti che, a parte gli interessi cosiddetti incrementali, limitano la possibilità dell’amministrazione di contrarre altri mutui, il che vuol dire che i progetti proposti in questa campagna elettorale, oltre che per l’impossibilità di finanziarli per intero con i fondi europei, sono semplicemente irrealizzabili perché Palazzo dei Priori, obbligato a muoversi all’interno del patto di stabilità, non può contrarre mutui all’infinito. Nota al riguardo Viva Viterbo: “Gli introiti con cui pensa di ripagare parte di questo debito non saranno disponibili se non dopo aver costruito e messo a regime i nuovi impianti di selezionamento e compostaggio dei rifiuti, cioè tra quanti anni? Soprattutto, considerando che i cittadini non sono ancora stati informati sul luogo dove vorrebbe mettere questi impianti, nel frattempo come le paghiamo le banche? Aumentando la Tari?”.
Sotto accusa finisce in particolare il progetto sulla viabilità connessa per un ammontare totale di un milione e 675mila euro interamente (così sembra leggendo il programma della Frontini) a carico del bilancio comunale e della società Francigena. I soldi, Chiara, dove li vuole prendere?

