E’ il giorno della verità per il centrodestra viterbese, che attende di conoscere entro questa sera le direttive romane sulla designazione del candidato a sindaco. Giovanni Arena di Forza Italia o Alessandro Usai indicato dalla Lega? Uno dei due o tutti e due, nel senso che la coalizione finirà per spaccarsi?
Il timore che possa accadere l’irreparabile, visto che Salvini è fermo su Usai e Tajani al contrario non vuole mollare Arena, è forte. Tanto da aver indotto il pomeriggio del 1° maggio l’ex sindaco Giulio Marini a diramare una nota a un sito Internet – firmata anche da Fabio Sabbatani Schiuma, segretario nazionale del movimento Riva Destra, e Paolo Corsi, coordinatore provinciale Popolari per l’Italia – con cui si lancia un appello a non far implodere la coalizione.
“Il chiaro messaggio proveniente dagli elettori, confermato dalle recenti regionali – dicono Marini e gli altri – è che l’unica speranza per superare il momento di crisi non solo dell’intero Paese, ma anche delle realtà locali, sia solo la guida di un centrodestra unito, plurale e inclusivo delle diverse sensibilità, ma con il denominatore comune del mettere al centro la persona, la famiglia e l’impresa sempre più oppresse da tasse e burocrazia. Di tale messaggio deve fare tesoro anche la politica a Viterbo, città che mai come ora ha bisogno di voltare pagina rispetto alla fallimentare amministrazione di centrosinistra. Auspichiamo che tutti i partiti e realtà civiche di area abbiano l’intelligenza di non sprecare la vittoria certa alle prossime comunali e trovino la quadra che consenta al centrodestra di andare unito e con un candidato sindaco condiviso che abbia i necessari requisiti di consenso, autorevolezza e capacità. Noi lavoreremo in tal senso”.
Perché una nota del genere? Che cosa sa o teme Giulio Marini?

