La Talete revocherà la gara per l’affidamento della manutenzione dei dearsenificatori. Lo annuncia Salvatore Parlato, presidente della società del servizio idrico alla luce della censura espressa dall’Anac, l’autorità di controllo sugli appalti pubblici.
Come riportato oggi dal Viterbese, la ditta che si è classificata seconda si è rivolta all’organo presieduto da Raffaele Cantone contestando i criteri di assegnazione del punteggio relativo all’offerta economica presentata. La ditta, nonostante il ribasso del 20 percento praticato rispetto alla base d’asta (6 milioni e 415 mila euro), si è vista attribuire un punteggio di 20, mentre l’Ati vincitrice ha ottenuto 17.47 punti a fronte di uno sconto del 6,6 percento.
“L’Anac – conferma Parlato – ha accolto questa richiesta di parere di precontenzioso. Adesso valuteremo come muoverci. Quasi sicuramente la gara verrà revocata e ne indiremo una nuova”.
Quanto agli sforamenti dei valori di arsenico e fluoruri, il presidente della società idrica nega che ci sia un problema di malfunzionamento degli impianti: “I dearsenificatori funzionano, gli sforamenti riguardano, salvo pochissimi casi, soltanto i Comuni che non sono entrati in Talete. Si tratta quindi di impianti che non gestiamo noi”.
Al di là delle rassicurazioni di Parlato, le concentrazioni di arsenico rilevate spesso dalla Asl sono state e continuano ad essere al centro di polemiche. Sembra dunque arrivato il momento di capire da dove nascano. Ossia: sono stati fatti investimenti sbagliati sia nell’acquisto dei macchinari che relativamente alla loro manutenzione? Di chi eventualmente le responsabilità? E a proposito di manutenzione, Parlato è in grado di far sapere la differenza di risorse investite tra il primo e il secondo appalto? E infine, il presidente, come adesso col caso del bando censurato dall’Anac, ha segnalato le eventuali anomalie alle autorità preposte?

